Samad Behrangi era un maestro di scuola elementare. Viveva in Iran e scriveva storie bellissime in lingua persiana. Amava molto i bambini del suo paese, per i quali desiderava un mondo nel quale non fossero costretti a lavorare come piccoli schiavi, ma potessero andare a scuola per imparare a leggere e a sognare.
Nel 1968, a ventinove anni, scrisse Il pesciolino nero. Pochi mesi dopo morì, assassinato nelle acque di un fiume. Oggi non c’è bambino in Iran che non conosca questa storia, che non consideri il suo protagonista uno dei grandi eroi nati da quella incantevole terra.

Così Mario Casari presenta Il pesciolino nero di Samad Behrangi.

Samad Behrangi, il più alto al centro della foto.

Un libro per bambini di appena 40 pagine tra testo e illustrazioni da cui sono state tratte le seguenti parole:

- «Piccino… dí un pò, da quand’è che sei diventato sapiente e filosofo, senza farcelo sapere?»

- «Signora, io non so cosa intenda Lei per “sapiente e filosofo”. Io mi sono solo stufato di questi giri, non voglio più farli, né voglio più vivere come un illuso, per poi un giorno aprire gli occhi e vedere che come voi son diventato vecchio e son rimasto ancora lo stesso pesce cieco e sordo come ero!»
«La morte ora potrebbe abbattersi su di me con grande facilità. Ma finché vivo non è giusto che mi preoccupi della morte. In fondo quand’anche un giorno mi ci trovassi faccia a faccia - e quel giorno verrà - non sarebbe importante. Ciò che importa è la traccia che la mia vita o la mia morte avrà lasciato nella vita degli altri…»
~ Tratto da "Il pesciolino nero - Samad Behrangi"